martedì 29 gennaio 2013

sandwich di panettone e..... [Loison]



Buongiorno, buon lunedì, tutto bene? No ditemi, davvero, tutto bene? Perchè sono un pò preoccupata, molti di voi sono spariti nel proprio caos quotidiano, molti altri sono in stand by con il proprio blog, persino io risento un pò del calo - non troppo fisiologico - di chiacchiere e pensieri [aggiornamento: prima che non si capisca bene il concetto che forse ho espresso malamente: che succede al mondo dei foodblogger? dov'è finito lo scambio che fino a poco tempo fa esisteva? ecco, indipendentemente dal numero o meno di commenti e/o visite]. Ne parlavo giusto con un'amica e siamo arrivate ad una conclusione. Troppi blog di cucina, troppo da guardare, sperimentare, curiosare, al punto che non ci sono riferimenti veri. 5 anni fa, quando ho cominciato con quest'avventura, i blog si contavano sulle dita di una mano, ora, ogni giorno ne nascono di nuovi, molti estremamente validi e ben curati, altri che lasciano a desiderare, ma, in generale, secondo me/noi, c'è un grande calo di attenzione.
Quindi vi domando: secondo voi, cosa porta a questo calo? Cosa ne pensate? E' una mera questione di ricette, di simpatia o di mancanza di voglia/tempo di soffermarsi a scrivere un rigo o a leggere un post? Oppure questo malumore generale che si respira, ha intaccato anche la blogsfera.
Ogni giorno trovo cenni di polemica nel web, considerazioni alterate su FB, pianti e lamenti ovunque. Secondo voi, cosa accade? C'è da modificare l'approccio con i lettori oppure è semplicemente uno di quei momenti che arrivano ad ondate?
O ancora, non sarà che la ricetta in se non ci soddisfa più, siamo arrivati al limite?

Mi metto in campo pure io e, onestamente, mi rendo conto di non aver più il tempo di leggermi tutti i blog attivi, che spesso li guardo e magari non mi soffermo a lasciare commenti perchè quei benedetti codici capcha mi fanno perdere tempo, oppure, semplicemente, perchè sono fuori, sfoglio i blog usando il cellulare o il tablet e mi riprometto di tornarci dopo via pc, cosa che di fatto magari non avviene. Però, essendo periodo ancora "caldo" per lo spazio che dedichiamo a starcene davanti ad un monitor, mi accorgo che il calo è già presente e costante. Dai, su, passatemi i vostri pensieri che apriamo una discussione seria! Io intanto vi offro uno stuzzichino buono buono!

Come vi dissi nella ricetta precedente, il french toast [di panettone al mandarino Loison], ho tenuto in serbo ancora un paio di ideuzze, una è questa: toast di panettine AI FICHI Loison, farcito con prosciutto crudo toscano dop. Il crudo toscano è particolarmente salato e si sposa molto bene con la dolcezza del panettone. I fichi di questo panettone, scaldati nella piastra diventano morbidi e profumati, sprigionando sentori che, con il prosciutto, si combinano egregiamente.

Non l'ho fotografato [mangiato prima che ci riuscissi.....] ma la seconda versione contempla anche un toast con formaggio di capra di media stagionatura. Un'esperienza.
In effetti, anche la prossima proposta a base di panettone credo vi stupirà.
Se siete tradizionalisti ed avete in casa un panettoncino avanzato per San Biagio, tenete d'occhio anche la prossima settimana quel che vi propongo. credetemi, veru very good!

Dunque, per il momento vi mando un saluto e attendo i vostri pensieri in merito alla domanda fatta, ci rileggiamo? Buonissima giornata e buona settimana!
Ciao


67 commenti:

  1. Mi fai sorridere Barbara. San Biagio per me era uno sconosciuto, almeno fino a quando non mi sono sufficientemente milanesizzata :) Grazie per il rappel, settimana prossima preparerò un bocconcino panettoso al marito!
    Per le meditazioni sui blog e stati d'animo vari io penso questo: più volte mi sono sentita scrollata/abattuta/frustrata da quel vuoto che ci circonda. Un vuoto che la TV urlata e la stampa cercano di riempire ma la verità è che più ne mettono e più si sente la mancanza di quel qualcosa che fa sostanza. Personalmente ho scelto di fare del mio blog un'isola felice. Un luogo dove la bellezza si possa ancora ritrovare, lontano da sfoghi e brutture. In fin dei conti è un blog di cucina...non una testata giornalistica che dovrebbe essere specchio della realtà. Che poi questo specchio...esiste? un bacio carissima e grazie per le tue rilfessioni,
    Vale

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    1. Il tuo è un'isola felice sicuramente, carico di dolcezza e di interesse, pochi possono vantare un simile paragone. E sullo specchio.... c'è davvero da riflettere. Cosa è reale e cosa non lo è?
      Grazie Vale!

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  2. Concordo in linea di massima con Valentina (di cui non conoscevo il bel blog, lo vedi che allora servono ancora a qualcosa?), il concetto di blog nasce come “diario in rete”, uno spazio che dovrebbe essere assolutamente personale e personalizzato, dove l’autore è libero di esprimersi come meglio crede (forse un ultimo baluardo di democrazia vera!) spinto da motivazioni che variano dall’esibizionismo, al piacere di condividere, alla ricerca di un riscontro economico o di un risvolto professionale, al “non c’ho nient’altro da fare”. Invece col tempo si sono trasformati in qualcosa di diverso, un vero e proprio “fenomeno di costume” trainato da casi di successo (meritato, per altro!) ma che nella stragrande maggioranza rappresentano un modello irraggiungibile. Aspettative troppo alte generano delusioni molto grandi, molti foodblogger si sentono (a torto o a ragione) spesso investiti di una “missione” nel mondo della gastronomia per cui sempre più spesso molti si pongono domande esistenziali sul “dove stiamo andando, cosa stiamo facendo” (niente, hai un foodblog.. take it easy…). Recentemente leggevo una interessante discussione lanciata su un foodblog (scusate ma non ricordo più da dove era partita) che si poneva domande del tipo se fosse giusto continuare a scrivere un blog che si fonda sull'utilizzo di prodotti sani, lievito madre, verdure di stagione se poi ce ne sono altri dove propongono peperonate a gennaio e soffritti surgelati. La mia risposta è SI. Nei limiti del rispetto della libertà altrui, il blog dovrebbe essere un luogo dove il padrone di casa è (ancora) libero di esprimersi come meglio crede. E il pubblico della rete non è incapace di intendere e di volere e segue comunque ciò che preferisce perché, in fondo, alla fine, è una delle poche cose “a gratis” che ancora ci sono concesse! Non so, mi sembra che si stia un po’ sopravvalutando il fenomeno, a scapito di un po’ di sana spensieratezza che c’era al principio e che sempre più spesso non si trova più. Ma il piacere del fare per il gusto di farlo, di costruttivo divertimento fine a se stesso? Io ho un blog, e non mi aspetto proprio niente.. Ce l'ho perché mi diverte farlo e perché scrivo di cucina da una vita e sentivo la necessità di farlo in un posto solo mio e libera da qualsiasi vincolo editoriale. Personalmente la vedo un po’ come nel campo musicale: è chiaro che gran parte del meglio ormai sia già stato dato, ma per questo i ragazzini brufolosi dovrebbero smetterla di strimpellare nei garage per il semplice gusto di farlo, di divertirsi senza necessariamente aspirare a diventare i novelli Rolling Stones? Mi sono un po’ dilungata, scusate, e alla fine non so nemmeno se mi sono riuscita a spiegare!

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    1. Hai ragione Barbara, siamo passato dal diario in rete, quello che un tempo tenevamo nascosto nel cassetto, ad un luogo carico di aspettative, spesso frustrate, leggo e sento commenti così incredibili che mi domando veramente "dove stiamo andando?".
      Però, ho il sentore che anche questo spazio personale, per certi versi, almeno dal mio punto di vista, indispensabile vetrina lavorativa per alcune persone (si, mi ci metto dentro) essendo diventato davvero "troppo", abbia perso, o stia perdendo, il fascino primordiale e, peggio ancora, non sia più una piazzetta di scambio, un luogo di chiacchiere, ma solo uno spazio così, un pò sterile, più o meno bello..... ti ricordi qualche anno fa le infinite discussioni sul sito di Sigrid? Ecco, anche se virtuale, era un momento di scambio, ora non ci son più, o sono rarissime.
      Non sarà che non abbiamo più tempo da dedicare e dedicarci?

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  3. AAAAAAAAAH! (perde i sensi, immaginando il sentore di fichi e prosciutto)
    Pillow

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    1. veniamo a rianimarti???? su su su dai!!!!!

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  4. Ciao Babrbara,
    secondo me ci sono due motivi possibili, uno interno, l'altro esterno.
    1) - Bloggare di cucina e' come vivere un amore: all'inizio e' un parossismo, si vuole "consumare" piu' possibile. Poi col tempo la passione cede il campo a un piu' quieto e ragionato amore, dove la frequenza non e' la cosa piu' importante.
    2) - Il numero dei blog di cucina e' cresciuto talmente tanto che e' impossibile seguire tutti e interagire come si dovrebbe e si vorrebbe. Ecco quindi che si commenta molto meno di prima e che, di conseguenza, si ricevono molti meno commenti. Per un foodblogger e' la sindrome de "Oddio non mi commentano più".

    Vorrei anche aggiungere che un po' di colpa ce l'ha Facebook, dove l'interazione e' piu' facile e immediata, specie con i telefonini, mentre di contro un blog ha tempi di interazione piu' lunghi.

    "My two cents".

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    1. Ciao Corrado, concordo pienamente con il punto primo, credo sia verissimo e indiscutibilmente reale.
      E anche la sindrome d'abbandono a volte si fa sentire, ma non è tanto quello che mi lascia perplessa, la gente va e viene, legge e non commenta, che legge lo si può sapere immediatamente con un qualsiasi strumento di analisi.
      Ma è l'eccessivo numero che rende la confidenza quasi impossibile e che ha raso al suolo i momenti di cui parlavo con Barbara qualche riga sopra.
      Bizzarro io, Barbara e tu, proveniamo tutti dalla piazza del Cavoletto, qualcosa vorrà pur dire!
      Ciao amico mio!!!

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  5. Ciao Babs!! Che meraviglia questi sandwich, io amo il prosciutto crudo toscano e lo trovo meraviglioso anche nel pane sciapo....se ci penso ancora un po'lancio via il mandarino che sto mangiando e corro in panificio!!!

    Mi piacciono le domande che hai lanciato in questo post!
    Amo cucinare così tanto che lo considero il mio hobby preferito.
    Sono la tipa che in certi giorni di brutto tempo e follia trova rilassante e divertente fare a cubetti le verdure per il soffritto, tagliare la carne al coltello e poi farsi un ragù. Adoro i miei coltelli!
    Mi piace trovare ispirazioni sui blog, proprio tu Babs mi hai salvato la vita in molteplici occasioni tra blog e libri!!
    Io però un blog non ce l'ho. Lo vorrei davvero, ho una pagina già impostata, ma poi sono sempre restia perché alla fine cos'ho da dire?!? Come possono le mie foto competere con quelle che vedo nei blog che ho racchiuso nella cartella "food-blog" nei miei preferiti?
    Io stessa a volte mi incavolo se un blog che frequento presenta la solita cotoletta o la solita pasta...perché nei miei pensieri un blogger deve sperimentare cose nuove e allo stesso tempo permettersi il lusso di riscoprire qualcosa di classico con un qualcosa che lo renda speciale.
    Quindi al momento no, io non me la sento di entrare in questo mondo, non voglio avere un blog "buttato lì" come ce ne sono fin troppi...devo diventare prima più brava a fotografare, più brava a spiegarmi, devo trovare la via per essere interessante e nuova.
    Per quanto riguarda i commenti io cerco sempre di ricordarmi di scrivere un commento o una mail agli scrittori dei blog di cui provo le ricette, so che fa estremamente piacere ricevere un riscontro e mi sembra pure il minimo visto che prendiamo in prestito le vostre ricette e i vostri segreti, no?
    Infine, relativamente alle "ondate" secondo me è vero che ci sono: prima di Natale siamo tutti disperati alla ricerca di cose nuove da cucinare o segreti per rendere originale il solito arrosto, ora siamo "tutti" a dieta quindi certi peccati di gola che girano nei blog meglio non vederli, a Pasqua sarà il delirio come a Natale, pure la primavera porta un sacco di verdura e frutta e voglia di provare, e poi c'è l'estate dove io vivrei di pesche e anguria e potrei incelophanare fornelli e forno fino a settembre inoltrato!

    Ma voi-bravi-blogger-e-fotografi mantenete viva la vostra passione che io senza certe dritte a volte divento pazza!! :)

    Fede

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    1. sei davvero gentilissima Fede,
      detto questo, il tuo intervento, da "esterna" a questo mondo, mi fa estremamente piacere e mi mette in condizione di poter guardare dall'altro lato della staccionata.
      e questo è utile, scoprire che vede e cosa vede.
      grazie Fede!
      :)

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  6. Cara Barbara,
    io credo che l'importante sia prendere l'esperienza del blog come una delle tante che la vita ci offre: per fortuna c'è la realtà - con le sue mille sfaccettature - oltre lo schermo del pc. E questo vale per chi scrive e per chi legge.
    Ci sono meno commenti? Può darsi che sia un bene. Non mi ha mai appassionato questo gioco alla valutazione dei blog in termini puramente "quantitativi": mi ostino a pensare che l'importante non sia "quanto" ma "cosa" si scrive. Ci sono commenti che si contano, e commenti che si pesano...
    La rete ci ha offerto una straordinaria possibilità di comunicare: ma non per questo dobbiamo farlo per forza. Come dire che se ti hanno fatto l'autostrada sotto casa passi le tue giornate a guidare da casello a casello, senza saper dove andare.
    C'è poi - e concordo appieno con BarbaraT - l'ansia da prestazione, quella rincorsa viziosa agli ascolti (tanto per usare una metafora televisiva) che può anche far male. La guerra dell'audience, con le sue logiche puramente commerciali, funziona per le aziende: ma siamo seri, quasi mai un blog può considerarsi tale. Anche qui, credo che il problema sia di percezione: se uno si sente investito da chissà quale "missione nel mondo della gastronomia" (e cito ancora il bel commento di BarbaraT), certo i conti possono non tornare.
    E proprio per dirla tutta, bisognerebbe forse guardare con occhio critico anche al ruolo delle aziende - quelle vere - che hanno pensato di trovare nella food-blogosfera un potenziale pubblicitario a costo zero: del tipo "io ti dò un pacchetto di farina, tu mi indottrini un po' di ingenue massaie"... Peccato che la gente (quella vera, al di là dello schermo del pc) abbia una testa. E io mi ostino a pensare che più che un peccato, si tratti di una fortuna.
    Quelli che ci piace "contare" come visitatori-commentatori-lettori sono delle persone, spesso sorprendentemente interessanti. L'umanità è ben più complessa e ricca di sfumature di quanto i grafici sappiano rappresentare: basta sintonizzarsi sul canale giusto...
    E non prendersi troppo sul serio, recuperando quel po' di "sana spensieratezza" (cito ancora) che insieme al divertimento dovrebbe essere la chiave dello stare in cucina: anche via web.
    Con molta stima, condita da un po' di leggerezza e d'ironia,

    Sabrine

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    1. Grazie Sabrine,
      come già sai, il tuo parere, le tue opinioni, sono sempre graditissime dalla sottoscritta, perchè sono valutate e soppesate.
      Vorrei però chiarire che la mia domanda era relativa al mondo blog che ci circonda, neppure io sto moltissimo a dar peso alla presenza o meno di pensieri/commenti, però mi domando come mai siamo passate da uno scambio di chiacchiere, più o meno informali, all'indifferenza. Ecco, questo è un passaggio strano che noto su tanti, tantissimi blog. Poi, giustamente, ognuno prosegue la sua strada e, quasi sempre, non è certo il blog che ci fa portare a casa lo stipendio, quindi diviene solo un mezzo di comunicazione alternativa che può piacere oppure no.
      Grazie Sabrine! :) Buona giornata!

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  7. cucinare mi rende felice..è per questo che ho aperto il mio picolo blog..poi si conosce gente e ogni volta che vedo una ricettina di questa o quella "amica"blogger non posso non soffermarmi..certo ,il tempo a volte è tiranno ma vivo questa esperienza prima di tutto con cuore..quindi finchè non mi peserà continuerò così,dedicando tempo a chi mi sa donare emozioni,consigli,vita!..come te:)!ottimi sandwich.appetitosissimi.bacione grande

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    1. grazie!!! si sta delineando un bel profilo di chi scrive e legge.
      buona giornata!

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  8. Un'idea fighissima questo panetton-sandwich!
    il sapore di certo è particolare!
    bacioni

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    1. si, decisamente, grazie ragazze!

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  9. Ciao Babs!
    sono Elena (non so se ti ricordi di me) ti avevo scritto un pò di tempo fa...
    Stavo leggendo i vari commenti (tra l'altro daccordissimo con quello che dice BarbaraT) e volevo esprimere il mio pensiero di nuova approdata in questo mondo da food-blogger (diciamo che io non mi sento ancora food-blogger mi sembra un parolone).
    Effettivamente, ti dò ragione quando dici che esistono davvero troppi blog di cucina.
    Infatti mi sono fatta un sacco di scupoli all'inizio prima di aprire il blog (mi sono chiesta cosa posso trasmettere? a qualcuno fregherà di quello che scrivo?
    Poi ho deciso: basta con le domande...semplicemente lo apro perchè voglio condividere la mia passione per la cucina e anche un pò della mia vita... e soprattutto perchè mi fa stare bene.

    Io non so com'era qualche anno fa perchè seguo i food-blog da un annetto circa, però la mia impressione è che è bello vedere le persone esprimersi attraverso un blog e interagire fra di loro! Personalmente tutto questo mi ci voleva proprio, ha dato una sferzata di energia alla mia vita.
    Un saluto! Elena

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    1. Ciao Ele, certo che mi ricordo di te :)
      e ti ringrazio per averci portato il tuo pensiero da neofita in questo mondo brulicante di spazi, pensieri e persone.
      Grazie mille

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  10. Ciao Babs, ho letto con molto interesse il tuo post di oggi (di cui, ovviamente, ho apprezzato molto anche la ricetta che proverò di sicuro, avendo ancora dei panettoni in giro per casa) e ancor più i vari commenti...finalmente un confronto costruttivo! Costruttivo per me che, come Ele, mi sono affacciata da poco a questo mondo, peraltro inconsapevole di affacciarmi a qualcosa di così grande...in fin dei conti, la mia idea era semplicemente quella di creare uno spazio tutto mio da coltivare e sul quale riversare la mia grande passione per la cucina...hai presente una mamma a casa in maternità per la nascita del secondo figlio che per paura di perdersi nella vita da mamma e in attesa di rientrare al lavoro per fare anche altro, per essere anche altro oltre ad una mamma che adora i suoi bimbi, che decide di costruire qualcosa di suo...sono stata travolta da un mondo che non conoscevo e che comunque mi limito ad osservare da fuori, con la mia ingenuità da neofita, continuando per la mia strada che è quella di una grande appassionata di cucina che decide di raccontarsi attraverso i suoi piatti, che ha sì iniziato a qualche contest qua e là ma per il puro divertimento di prendere spunto da un titolo sul quale poi sviluppare il tema e per conoscere altri appassionati come me, altre ricette da copiare/arricchire/modificare/semplicemente apprezzare...ecco, fai conto che questo commento (di cui non so se si capisca bene il filo) è stato scritto con la stessa spontaneità con cui scrivo sul mio blog, così "nature", io, Danja...
    Baci e grazie per lo stimolo...di sempre (con le ricette) e di oggi (con il dibattito)

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    1. Cara Danja, mi fa piacere il tuo punto di vista, soprattutto per chi è nato da poco in questo mondo stranissimo, a volte serve un confronto.
      Che poi è quello che avrei ambito avere oggi qui.
      Mi raccomando, non mollare la tua strada :) e grazie, a te, di esserci e di partecipare!
      Ciao!
      B

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  11. oh oh Babs..domanda che mi sono fatta dal sud del mondo...e che l'ho scritto nell'ultimo post.
    Indubbiamente una certa implosione era da aspettarsela, in che cosa si trasformerá tutto questo non so, quello che intuisco é che si stanno formando clan, gruppi, lotte intestine. Abbastanza tristi tutte.
    Insomma una metafora della societá divisa, portata a un egoismo dallo spavento delle crisi, della mancanza di idee, dell'impossibilitá di girare le risorse economiche in modo produttivo e creativo e soprattutto da un'intolleranza che é degna del 20ennio berlusconiano ahimé.
    Facebook come dice Corrado ha rubato un po' la scena nello scambio e non sempre in meglio dato che il contraddittorio con quel tipo di strumento é veramente difficile, l'urlo dalla bacheca non é uguale al commento nel blog dove l'autore o i commentatori possono rispondere direttamente.
    Poi ti ricordo che parliamo di cibo, semplicemente di cibo in un paese che ne ha in abbondanza e che si scanna sulla lievitazione del lievito madre, o su come si addensi la crema pasticcera, a volte si esagera un po'...e questo esagerare non credo che faccia bene a nessuno

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    1. Ciao! Intanto grazie per il tuo parere. Sull'implosione, io è un pò che penso avvenga e avverrà in maniera più sentita. Il food in questo momento storico ha un grandissimo successo, credo anche legato al fatto che è tutto quel che ci rimane in questo sbando della crisi. Ma come dici tu, parliamo di cibo e spesso, con toni agguerriti e a volte fastidiosi, anche sui social.... usati ed abusati.
      Grazie davvero, sto riflettendo sul tuo pensiero....
      (ps: perchè non riesco ad accedere al tuo blog???)

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  12. Cara Babs, ho giusto scritto qualcosa sul mio ultimo post pubblicato dopo un mese di assenza dal precedente. Come vedi non soffro di ansia da pubblicazione se non ho granchè da dire...
    A mio avviso ci sono diverse ragioni e provo ad elencartele:
    - il Food è business!! Una grande fetta di foodblogger spera in qualche modo, di poter guadagnare qualcosa (se non viverci) da questa passione. Quindi il numero sale esponenzialmente. Un amico che vive ai margini di qs mondo ma che in qualche modo ci è dentro per altre ragioni, dice che secondo lui siamo arrivati quasi all'apice e che la bolla inizia a sgonfiarsi.
    - Non si vendono libri ma le librerie sono piene di libri di cucina. In TV a tutte le ore il cibo impazza. Eventi a go-go, corsi di cucina di tutte le tipologie. Viviamo nel paese dove il cibo è il più buono del mondo, tutti mangiano ed è facile aprirsi un blog.
    Paradossalmente seguo più i blog degli altri che non il mio ma ho come l'impressione che stiamo parlando da soli e a noi stessi. Tutti parliamo ma nessuno sta più ad ascoltare (leggere), quindi che senso ha?!
    L'overdose da social network (Facebook, Pintarest, Google+,...) ha saturato ulteriormente il nostro tempo. Se prima avevi da leggere solo il blog, adesso ti ritrovi a dove leggere blog, email, Facebook,... Personalmente ho scelto: non scambierei mai la ricchezza di un blog ben scritto con i veloci messaggi che appaiono su Facebook dove per la maggior parte delle volte leggo testi su cose banalissime (tipo 'oggi sono andata a fare la spesa e ho preso tre trote': chissenefrega!!). Allora io mi prendo il mio (poco) tempo e SCELGO. Scelgo di leggere il tuo blog perchè mi piace, come leggo quello di altre foodblogger che ho scelto di leggere. Scelgo di usare una parte del mio tempo per leggere i blog di persone che stimo anche se molte non le conosco di persona. Mi piace ASCOLTARE e non solo parlare. Anzi, ultimamente sono anche parecchio silenziosa :-)
    Però sono convinta, che quando questa bolla scoppierà, resteranno solo le persone che avranno fatto davvero un buon lavoro.
    Grazie per la ricetta del panettone anche se non è una zuppa :-)
    un abbraccio

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    1. ti stavo leggendo prima, poi finisco con calma :)
      . il food è un business (molto spesso si!)
      . non si vendono libri (ahimè....)
      . troppi programmi di cucina aggiungerei!
      . troppi social, hai ragione!
      hai il dono dell'espressione coerente e corretta. grazie Roby!

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  13. questo è di Sara Melocchi: http://www.cookandthecity.it/ lo inserisco io perchè non è riuscita a postare:

    Babs i blog di cucina sono un numero spropositato (ne hanno censiti 3500 benchè il dato sia approssimativo) è normale che ci sia una sorta di saturazione sia da parte di chi lo gestisce, per naturale evoluzione delle cose (trovo sano che uno sviluppi anche altri interessi), sia da parte dei fruitori e, ti dirò, soprattutto da parte dei più "qualificati". In mezzo ad alcuni blog di qualità, c'è un ciarpame mai visto, non solo dato dai siti farlocchi che copiano la roba altrui, ma anche da blog che vengono messi in piedi senza la minima cura, soprattutto per ciò che riguarda l'affidabilità e rilevanza della ricetta, insomma di gente che a mio parere non sa cucinare e non ha nemmeno voglia di imparare.
    Tuttavia la stessa saturazione aleggia anche in tv. Le trasmissioni televisive che riguardano la gastronomia ormai sono tante. Troppe. E facci caso, la maggior parte non insegnano nulla, sono un'esposizione anche un pò pornografica di alimenti, in un insieme spesso improbabile, oppure dei semplici pubbliredazionali malcelati. Degli spottoni.
    Uno può aprire il blog per mille motivi e ha anche il diritto di farlo. E' anche vero, però, se non aggiunge nulla a ciò che già esiste già o addirittura ne abbassa il tono, non solo sarà frustrante per lui, ma assolutamente inutile per chi cerca informazioni in rete, alimentando solo un ovvio allontanamento. Dalle polemiche, i proclami, le linee guida, sempre dogmatiche, del buon consumatore ecc... me ne sono sempre stata alla larga. Credo che queste cose siano terribilmente autereferenziali, e riguadino esclusivamente il mondo dei blogger, mentre annoiano terribilmente chi ne sta fuori." un bacio
    Sara

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    1. Cara Sara,
      mi trovi perfettamente concorde sul mal utilizzo di blog, televisione a canali vari, pensa che ieri cercavo una ricetta "originale" della tradizione popolare, nulla di strambo e ho vagato per ore in google trovando pagine e pagine cariche di informazioni tutte rigorosamente discordanti. Ne avessi incrociate due con lo stesso dosaggio avrei fatto la ola..... forse il troppo stroppia e non è più affidabile.
      grazie Sara per essere stata con noi!

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  14. e questo è di Maria Greco Naccarato: http://mariagreconaccarato.com/

    Maria Greco Naccarato non riesco a postare il commento sul il blog quindi scrivo qui Ciao Babs,hai fatto bene a chiedere. Ho letto anch'io delle ultime polemiche e francamente penso che siano il frutto di un'idea di "salvare il mondo"che fa sorridere. Sarà per l'età, ma ritengo che la pluralità di voci nella blogosfera sia il ritratto del diverso modo di "alimentarsi": tutto bio, tutto surgelati, tutto vegano, tutto dolci. Ma credo che nessuno dovrebbe ergersi a giudice. Sul proprio blog abbiamo la libertà di scrivere "la nostra ricetta", ma nulla ci dà il diritto di guardare nel piatto altrui. Trovo cha alla fine è il visitatore a scegliere. Semplice. Posso non condividere le ricette altrui, ma condannarle pubblicamente è un atto di superbia, per quanto possano essere sbagliate o non educative.
    Ne esistono troppi? Il tempo ci farà vedere quanti resisteranno.
    In ultimo, credo siano fenomeni che difficilmente possiamo controllare.
    Per il momento mi godo il buono di questa esperienza che mi arricchisce professionalmente e umanamente. Qualche delusione è da mettere in conto, ma fa parte della vita.

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    1. Carissima Maria,
      saggia e lungimirante. Mi piace la tua prospettiva e mi piace vedere che non sono l'unica a notare che intorno ci sono realtà "talebane" che non fanno certo del bene ne alla blogsfera, ne alla cultura che si cela dietro le quinte.
      Come ho scritto anche sopra, credo che presto o tardi molto imploderà, spero non tutto e mi auguro che molti, assolutamente degni di nota e con lavoro alle spalle, possano andare oltre. Nel frattempo, godiamoci con te l'esperienza!
      Grazie!

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    2. Gallina vecchia fa buon brodo...
      Buona giornata!

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  15. Ciao Babs! Ti conosco da poco e da pochissimo ho aperto il mio blog (quindi sono proprio una pivellina!!!), ho iniziato semplicemente perchè mi piace cucinare e sono stata spinta da amici. Sto scoprendo che mi piace sempre di più, mi diverto a sperimentare, anche stimolata da iniziative, solo che...vivo la cosa con leggerezza (e senza aspettative!), cerco di prendere tutte le cose positive da questa esperienza. Forse questa mia posizione è dovuta al fatto che per me non deve diventare un lavoro, ma credo che, in tutti i casi, l'impegno vero che la blogger mette in campo, porti comunque frutti!

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    1. ciao Lucia, allora.... benvenuta in questo mondo!
      spero che ti faccia sorridere e che ti gratifichi, io intanto ti ringrazio per aver lasciato qui il tuo pensiero in merito alla discussione.
      Grazie!

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  16. ...io ho aperto il blog solo un anno fa ma effettivamente seguo il mondo dei food blogger da più di 5 anni e ricordo che all'epoca ce n'erano veramente pochi e veramente validi....ora secondo me molta gente apre un blog per trovare un passatempo che ti mette in contatto con altre persone...non per niente lo strumento su cui si veicola è chiamato social network. Tuttavia stando a quanto dicono alcuni ricercatori nel mondo del marketing e dei social, sembra che ci troviamo in una fase di controtendenza in cui la gente è un po' stufa dei social e cerca vie alternative di socializzazione...io stessa mi rendo conto a volte che sono succube di questa tecnologia e mi ritrovo a guardare il cellulare al lavoro per controllare la mia blog roll, sia mai che ci sia qualcosa di interessante..

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    1. :) sono abbastanza convinta pure io della controtendenza, diciamo che avremmo maggior bisogno di realtà e meno di virtualità. anche se ormai siamo malati di "tutto e subito" ad ogni ora del giorno, prima avevamo solo il pc, ora fra tablet e telefonino, in pratica non ci si stacca mai dalla rete.
      grazie Chiara, mi stai facendo riflettere.
      :)

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  17. allora, prima di formulare un qualsiasi pensiero intelligente (forse) vogliamo fermarci 2 secondi su questa immagine divina dei sandwich di panettone??
    che a me il panettone nemmeno piace, ma scaldato, con questo profumo di fichi e il contrasto salato del prosciutto crudo.... ieri sera hai rischiato di avere sulla coscienza il mio vicino sul treno che stavo per azzannare per la fame che mi hai fatto venire!!
    per il resto: anni fa ero affascinata da morire dai blog di cucina, passavo notti a leggermi ogni singolo post di sigrid, tuki, tania, anice e cannella..... era un mondo che guardavo dall'esterno e che rappresentava tutto quello che mi piaceva, e un giorno mi son detta: ma sai che è anche una cosa pratica sta cosa qua del blog? che almeno ogni volta che mi chiedono qualche ricetta (i miei amici) sanno dove andare a trovarla e non devo continuare a mandare sempre le stesse e-mail..... e quindi ecco in rete anche la mia "cameretta virtuale", alla quale devo un sacco di cose: l'avermi fatto riprendere a scrivere, l'avermi spinta a provare sempre ricette nuove, a farmi riprendere in mano la passione per la fotografia, ma sopratutto che mi ha fatto conoscere (virtualmente e non) un sacco di persone che sono state e sono ancora di ispirazione (e indovina un po' una di queste chi è'??) e' vero, ogni commento per me e' un'emozione, ma se non arrivano pazienza, del resto hai ragione la blogroll si è' spaventosamente allungata e non ci sono più solo i 4/5 blog che elencavo all'inizio e sui quali lasciavo sempre un segno del mio passaggio.... ora cerco di leggerne il più possibile, ma è' vero, la mancanza di tempo e il voler sempre riuscire a far tutto, uccide il commento, e se devo scrivere solo "buono!" "che bella idea!" lascio perdere.
    io penso che aprire (ma anche chiudere) un blog solo perchè è di moda farlo sia sbagliato alla stessa maniera, il blog è per me stessa e per chi mi conosce, se poi qualcun'altro lo legge e magari gli piace, è una cosa in più.

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    1. ahahahahah Ale, ti immagino sul treno pronta a mordere il cosciotto del vicino di viaggio :)))))))
      detto ciò, mi sa che eravamo moltissimo a seguire Sigrid, Tuki e Paoletta, per questo non mi capacito del boom sfrenato che di punto in bianco si è espanso in tale maniera da annullare (quasi) la forza di chi ha lavorato tanto e seriamente.
      sei una grande, l'ho sempre pensato, la tua positività è talmente solare che.... vien voglia di abbracciarti :)
      ciao Ale, grazie!

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  18. Ecco, esordisco dicendo che non ho tempo di leggere tutti i commenti :) Non so, io non la vedo così drastica. Sicuramente qualcosa è cambiato, ma perché non esiste il foodblog così come è nato anni fa. Il diario c'è, ma ha molte più sfumature man mano che i foodblog si sono specializzati, sono nati e risorti, si sono legati. Più che rete, io intravedo delle cerchie. Cerchie di persone dai gusti affini o lontani che si ritrovano, che stringono rapporti più o meno effimeri e che discutono / commentano sui social e dal vivo più che sui blog. La discussione, come dire, si è semplicemente spostata. Il contatto ha un luogo diverso: mentre prima conoscevo il blog e solo dopo il blogger, paraddosalmente ora arrivo al blog tramite twitter, facebook e altri social. Emerge chi sa tenere un diario sulla rete e chi sa fare conversazione in questa rete, che non è detto che poi corrisponda a uno spazio più o meno bello.
    Trovo assurde ma davvero tutte queste polemiche: contro chi usa la margarina, contro chi si scaglia contro i blogger minori, gli uni contro gli altri. Come se, solo per il fatto di essere foodblogger, dovessimo andare tutti verso un'unica direzione e una sola fosse quella giusta. Lasciamo perdere il concetto di rete unica, coltiviamo le nostre cerchie, animiamole di cose belle e di persone piacevoli e quello sarà il centro di una nuova energia foodie :) Un bacio!

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  19. e questo è un punto di vista differente ed interessante, ancora non era emerso ma ci da la possibilità di una bella riflessione.
    sicuramente tutti ne abbiamo le tasche piene di alcune guerriglie intrinseche che aleggiano con regolarità nel "sottobosco" del mondo virtuale.
    grazie MariaChiara

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  20. Ciao Barbara,
    notavo anche io come i commenti ultimamente diminuiscano un po' ovunque e, più che per ansia da prestazione, la cosa dispiace perché è proprio in questo spazio che spesso nascono interazioni, scambi e battute che animano i blog e ne arricchiscono i contenuti. E' vero anche che i luoghi della nostra socialità virtuale si sono moltiplicati, ben vengano quindi i feedback su twitter, facebook perché contribuiscono a creare quelle cerchie di cui parlava Mariachiara dalle quali, parlo personalmente, nascono spessp cose belle (prime tra tutte nuove amicizie).

    Per il resto, secondo me dovrebbe valere un solo principio: divertiamoci. L'ho detto anche altrove: se scriviamo, cuciniamo, fotografiamo, lo facciamo per passione. Siamo tutti mossi da motivazioni differenti ed egualmente rispettabili, però se alla base non c'è un pizzico di leggerezza (quel non prendersi troppo sul serio che è fondamentale!) e di piacere nel tenere il blog si vede e si priva questi diari virtuali della loro essenza.

    Le polemiche, se posso permettermi di dirlo, lasciamole a cose più serie ed evitiamo di sollevare polveroni tanto rumorosi quanto inutili.

    Ciao,
    Claudia

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    1. ciao Claudia!
      grazie per aver esposto anche il tuo pensiero, alla fine di questa carrellata di opinioni, farò un pò il sunto della situazione vista anche con i vostri occhi.
      un abbraccio :)
      b

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  21. Aldilà della tua idea di ricettina (che trovo FANTASTICA e mi mangio le mani perché vorrei tanto assaggiare il panettone Loison ai fichi e non so come procurarmelo!) ti dico che condivido le tue osservazioni sul mondo dei foodblog e mi ci metto anche io in primis: qualche anno fa riuscivo a "tenere il conto" dei blog che mi interessavano, riuscivo a commentare con frequenza e costanza così come riuscivo a postare con più regolarità. Ora veramente non riesco più a star dietro a tutto, spesso scoproi blog nuovi e bellissimi che poi però dimentico perché, come dici tu, li guardo dal cellulare etc... Mi dispiace davvero che le cose stiano cambiando perché è un peccato e anche io non ho idea di come fare a risolvere questo problema! baci

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    1. ciao Carlotta,
      mi sa che la ricettina sta rimbalzando da blogger a blogger, tutte rigorosamente ingolosite :))))))
      Loison, puoi acquistare direttamente sul sito, producono tutto l'anno!
      Per il resto, ti ringrazio molto per la tua voce, si sta delineando un bel riscontro.
      GRazie!

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  22. Ciao a tutti :)
    Penso che le riflessioni venute fuori da questo articolo siano molto interessanti. Un mio amico autore di un blog letterario ha parlato poco fa del perchè mai uno dovrebbe mettersi a scrivere un blog (http://www.arturorobertazzi.it/2013/01/28/ma-chi-te-lo-fa-fare-ad-avere-un-blog-ovvero-lunica-ragione-per-cui-vale-veramente-la-pena-bloggare/), sembra che l'inizio dell'anno ci spinga a chiederci i perchè della vita!

    Il mio punto di vista: ho l'impressione che il fulcro del problema sia - come ha già detto qualcuno più su - che scriviamo per noi stessi (o per uno sponsor, come ha detto qualcun altro) - e non per interessare o imbastire un rapporto con gli altri. Quindi se poi le ricette sono buone, le foto belle, lo stile accattivante, qualcuno si ferma anche a leggere e magari fa un like e ti dice brava, ma non ha molto da commentare, specie di costruttivo. Cosa che mi sembra fosse invece molto più normale, stimolante e semplice (nel senso che uno magari non si tirava indietro) da fare quando di blog ce n'erano di meno.

    Una dimostrazione viene da questo articolo: al di là del fatto che il tuo blog, Babs, sia uno dei più belli e letti d'Italia, che le tue ricette siano sempre ottime e le tue fotografie bellissime (e magari sapessimo tutti fare come te...), questo articolo tratta un tema che interessa molto tutta la categoria dei blogger, e infatti sei riuscita a costruire un dibattito costruttivo e interessante!

    Bon, la pianto! Ottimo argomento quello di oggi!

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    1. Ciao!
      condivido, anche io penso che si sia, finalmente, parlato un pò in maniera concreta. Ora vado anche a leggermi il link che gentilmente hai passato.
      Ps: commossa e arrossita, grazie per il pensiero sul mio blog.... grazieeeeeee!

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  23. io invece sono molto interessata dallo scambio, è il tempo per leggere tutto che mi manca! :D

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  24. ps il sandwich di panettone è semplicemente geniale!

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    1. grazie! per entrambi i pensieri, ci aggiorniamo nuovamente :)
      ciao!

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  25. Come nuova non potevo certo far mancare il mio parere in merito: ho aperto il mio blog meno di un anno fa, l'ho fatto per me e per quelle quattro anime che mi chiedevano la ricetta a fine pasto e mi si è aperto un mondo.
    Come semplice lettrice avevo già visto e conosciuto molti blog,di altri non conoscevo nemmeno l'esistenza: in parte credo sia vero quanto dice Corrado, soprattutto riguardo l'utilizzo di facebook. Non sempre c'è il tempo per fermarsi a leggere e meno ancora per commentare,in ogni caso molti blog mi aiutano a riflettere.
    O almeno questo è come sto vivendo questo piccolo mondo a sè...
    Un abbraccio
    Manuela

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    1. ciao Manuela, devo dire che ho appena sbirciato il tuo blog e ci tengo a farti i complimenti, molto, molto, molto carino!
      Riflessione dici? Mi fa piacere, perchè noto che molti stanno utilizzando questo aggettivo in merito alla questione.
      Grazie!!!

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    2. Grazie Babs!Detto da te è davvero un grande onore.
      Grazie a te per lo spunto,
      a presto!

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    3. No, grazie a te x aver detto la tua!

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  26. io ho aperto il mio blog un anno fa e se mi chiedi il motivo forse ancora non so rispondere, cucinavo tanto anche prima, fotografavo tutto anche prima, il mio intento era creare una specie di catalogo di ricette da proporre (periodo in cui mi chiamavono per cucinare a varie serate) e credo di aver voluto trovare uno spazio dove poter far vedere quello che faccio! poi mi son trovata coinvolta in questo mondo che sinceramente conoscevo ben poco, mi piace perchè mi ha stimolato tantissimo a spingermi sempre più avanti, ad osare a inventare, la mai fantasia è stata notevolmente stuzzicata e questa è la cosa che più mi da entusiasmo, quando mi chiedono perchè partecipi ai contest il motivo è sempre lo stesso.. stimolo.. fare sempre meglio!! per quanto riguarda lo scambio, nel mio piccolo mi rendo conto che più si va avanti più si allarga la schiera dei blog che segui, si allarga la schiera delle amiche di quelle che "devo andare a vedere cos'ha cucinato" e quindi lo stesso tempo che avevi prima devi cercare di dividerlo per più persone e questo crea una certa lentezza nelle visite, almeno per me è così. e' vero che il web, la tv.. sono saturi ma è anche vero che è così che funziona, che è normale e forse giusto perchè anche chi "arriva dopo" deve poter godere di quello che hanno gli altri, pensa a quando uscì il primo cellulare, ce l'avevano in 10 persone adesso ne abbiamo due a testa (a parte me che ne ho ancora uno solo e coi tasti O.O)
    purtroppo mi è capitato di constatare che in questo mondo ci sono un po troppe persone esaltate che forse vivono questo spazio come l'occasione della vita e li infastidiscono tutti quelli che stanno attorno perchè secondo loro "rovinano" la fama dei blog, io credo che ogniuno nel rispetto degli altri possa fare ciò che vuole poi sta a "me" se voglio essere prevalere sugli altri! va beh, ho un po divagato ma quando inizio non mi fermo più!!!!
    parliamo di cose serie.. ma che spettacolo di toast, mi paice il pensiero che hai avuto nel prepararlo.. prosciutto e fichi.. dolce che da equilibrio al salato.. ottimo!!!
    ciao ciao

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    1. Carissima Tiziana,
      intanto ti ringrazio per la gentilezza e per il tuo pensiero, sai la cosa buffa, anche io qualche anno fa, quando ancora mi dedicavo al catering, avevo cominciato proprio per avere una "vetrina".
      Che poi è diventato passione ed infine lavoro.
      Mi piace questa similitudine, invece mi spiace che tu abbia riscontrato la tensione su chi "arrivadopo". Ahimè, purtroppo devo darti ragione. Accade e, a mio parere, a volte sarebbe davvero evitabile.
      Grazie, davvero!
      Ciao!

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    2. ma pensa, il mio "sogno" sarebbe fare cucina a domicilio e piccoli buffet, ma non è facile o io non conosco le persone giuste, comunque.. piano piano non si sa mai!! Anche io credo che sia davvero evitabile provare fastidio per chi "arriva dopo" ma ho capito che c'è chi sgomita, chi si sente in pericolo, ma non hanno capito che se uno vale e si è conquistato qualcosa non dovrebbe temere gli altri, basta continuare a mantenere un certo livello, e questo te lo dice una che non è poi sempre così sicura di se!!! tu sei davvero carina...

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    3. Continua ad inseguire il tuo sogno..... grazie!!!

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  27. Ciao Babs, sono Verdiana e ti seguo silenziosamente, ma con costanza: secondo me iniziamo tutti ad essere, se non stanchi, quanto meno affaticati dalla sovrapposizione di mondi virtuali...tutto molto bello, creativo, propulsivo, ma credo si aprano momenti necessari di riflessione in cui si ha bisogno di boccate di realtà vera, da toccare con mano; tant'è che anche Voi, le mitiche foodbloggers, in molti casi siete le prime a mostrare segni di passione freddata per la cucina o soltanto per la serialità che serve per fare della cucina quotidiana un diario di bordo...gli alti e i bassi della vita...

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    1. ciao Verdiana :) grazie, per il seguito silente, fa sempre molto piacere :)
      colpita da una tua frase su cui mediterò e ti ringrazio per averla scritta, anche se io mi sento ben poco mitica :)
      a prestissino e ancora grazie!

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  28. ciao! ci sono anche io tra quelli che una volta commentavano con regolarità e che ora seguono (lo ammetto) a spizzichi e bocconi... questa volta però mi sono anche letta tutti i commenti.
    Un'analisi sul mondo food blog o blog in generale? Il punto di partenza, come è stato detto, è che i social network sono entrati a gamba tesa in questi mondi, stravolgendoli. All'inizio potevano essere cassa di risonanza per un blog, ora secondo me non lo sono più. Prova a vedere: le aziende fanno gli eventi, ti invitano e ti indicano l'hastag.
    Chi, come me, non ha uno smartphone è già out :) l'evento lo segui in diretta via twitter e quando arriva al blog è già vecchio.
    Lo stesso vale, secondo me, per i rapporti: dopo aver letto commenti e notifiche su FB e twitter di tizio caio e sempronio, dopo aver anche sbirciato le loro preferenze su pinterest, chi ha più tempo e voglia di fermarsi a leggere un post?
    Stiamo diventanto sempre di più una società mordi e fuggi, rimordi e rifuggi.
    In più penso che i social siano terra fertile molto di più per polemiche e incomprensioni che per cementare rapporti. Una frase buttata là, un detto e non detto, un riferimento a cose e persone senza citare nulla certamente non fanno bene ai rapporti. Io che sono piuttosto fuori da tutto ovviamente non riesco mai a capire di cosa si stia parlando....
    Quindi secondo me bisogna solo avere bene in mente cosa si desidera dal blog, dalla propria presenza in rete, anche per non farsi fagocitare e definire da questo mondo. Fatto ciò uno agisce di conseguenza.
    io commento poco, ma mi accorgo che seguo e interagisco di più con chi, guarda caso, ho conosciuto di persona o con chi mi sento particolarmente vicino per esperienze simili, per carattere, per gusti (e che mi dispiace di non aver ancora incontrato di persona)
    Perchè, come dice Sabrine, c'è una vita, una realtà dietro lo schermo. Ci sono persone vere da incontrare. Non lo si può fare con tutte/i le/i blogger, ma con alcuni sì e questo, per me, fa la differenza. Scusami la logorrea!!! Un abbraccio e a presto! Lucia

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    1. grazie Lucia, altro che logorrea, hai delineato un chiarissimo punto che nella discussione di questi giorni è emerso, i social ci portano via tempo e spazio, ma anche la voglia di soffermarsi con la dovuta tranquillità.
      E credo che questo non sia riferibile solo ai blog/blogger.
      Anche io sono poco tecnologica, FB lo uso, ma twitter, gli hastag non so neppure a cosa servano e come usarli, temo ahimè, che siano semplicemente ad esclusivo utilizzo delle aziende che in questo modo trovano infinite casse di risonanza. Ma questo è un altro discorso ancora..... GRAZIE!
      B

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  29. Velocissia, perchè tanto per cambiare avevo perso anche questo tuo post :-(
    circa due anni fa, avevo sollevato l'argomento in un post, intitolato "too many blogs2. Prendevo spunto da un articolo di Ernesto Galli della Loggia, uscito nel 1984, in riferimento al tipo di cominucazione che Orwell aveva immmaginato nel suo omonimo romanzo: laddove nel 1984 orwelliano la comunicazione mancava,nel 1984 vero la comunicazione c'era ed era anche sovrabbondante: ma i risultati erano gli stessi. Troppa comunicazione spesso significa ipossibilità di seguire, di cernere, di discernere. Mi sembrava un bell'argomento, da trattare con i food blogger- e vuoi sapere come è finita? che mi hanno accusata di dividere i blog in serie a e serie b. A me :-) (che oltretutto, da genoana, mi son fatta pure la C, e pure due volte :-))))

    Da allora, fine discussioni sul blog.
    Sorry, ma proprio non ce la posso fare.

    Ovvio che uno sguardo al "fenomeno" lo dò- ed ovvio che mi piace sempre di meno. specie sul fronte del confronto, della voglia di mettersi in discussione, di imparare, di capire. D'altro canto, non mi va di esser presa a male parole se oso esprimere un parere diverso (cosa che per altro mi succede spesso, come ben sai :-)) e sono ancora dell'idea che se la mia casa è aperta a tutti, diventa per forza un luogo di confronto. E così, torno a fare quello che ho sempre fatto: ad essere una signora di mezz'età che vive di corsa e che, fra i vari passatempi, ha anche un blog di cucina, dove parla di cibo, di ricette, di passioni, nel modo sommamente imperfetto che le è proprio. E che esisterà finchè ne avrò voglia, esattamente come tutte le cose sulle quali ho un controllo. e che quando non esisterà più, non smuoverà i destini del mondo, esattamente come non li smuove ora. dici che riuscirò a farmene una ragione? :-)
    Bacissimi

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    1. ciao Ale! intanto grazie, so che sei sempre di corsa e io tuo parere è sempre estremamente preciso. Amo la tua filosofia, in effetti nessuno di noi avrà o ha, il potere di smuovere il mondo, ma ricordarlo ogni tanto non può che far bene! Per il punto focale: troppa comunicazione è pari a poca comunicazione, più passano le ore e i vostri commenti sotto gli occhi, più mi rendo conto che è proprio così.
      Siamo bersagliati dal troppo.
      Pausa riflessione....
      Un abbraccio mia cara!

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  30. Ciao Babs,
    Sto riflettendo su questo post da ieri. E' vero che i foodblog sono scoppiati e ne trovi uno dietro ogni angolo, ma è anche vero che quelli belli e di qualità non sono tantissimi, quindi anche se l'offerta è tanta alla fine poi si sceglie la qualità e ci si crea una lista di quelli da visitare.
    E' vero che Facebook e Twitter hanno spostato la discussione all'esterno dei blog, perchè scrivere un commento sui social è molto più semplice e veloce e ne risente il numero dei commenti. Ma la presenza e l'interazione regalata dai social ha anche portato tutto un sottotesto di recriminazioni velate, battutine e schermaglie che alla fine stancano chi legge. Si sono create fazioni e spesso chiacchiere davvero inutili e traspare tra le righe lo "sgomitamento" per arrivare, perché c'è stato un momento in cui si è parlato tanto di Professione foodblogger e della semplicità di reinventarsi un lavoro e una vita grazie al blog.
    Alcune foodblogger sono riuscite a trasformare una passione in lavoro, ma non succederà per tutte, e piano piano è una cosa che stanno capendo in molti. Come in tutti i campi, ci vuole talento, ci vuole carisma, ci vuole passione e studio e soprattutto tanto lavoro dietro le quinte e non è cosa per tutti. E secondo me, è anche da questa consapevolezza che qualcuno si è spento, che ha perso voglia ed entusiasmo.
    Ultima riflessione sui commenti e sulle discussioni sulla stagionalità. C'è tutto un piccolo mondo di lettori che passa nei blog, ed io faccio parte anche di questa piccola schiera, che arriva, legge un post, se ne innamora, lo fa diventare parte di sé ma non lascia traccia del suo passaggio. Spesso perché limitarsi a commentare "buonissimo" ci sembra una banalità e un commento lasciato solo per farsi vedere e a quel punto preferiamo stare nell'ombra e goderci la ricetta, le foto e provarla a casa e raccontarla agli amici.
    per quanto riguarda l'estremismo sui prodotti, sulle stagioni o cose simili. Se tutti i foodblogger si limitassero a seguire queste direttive, ci troveremmo di fronte a delle noiose fotocopie, di cui sinceramente non vedo l'utilità.
    spero di non essermi dilungata troppo.
    Buona serata
    Vera

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    1. Assolutamente non ti sei dilungata anzi, sinceramente sono colpita dalla capacità di comprensione e di interazione che tu e le altre blogger, avete fatto emergere dopo questo post.
      E' molto piacevole riuscire a comunicare e, sinceramente, vorrei farlo più spesso, chissà, forse ci riapproprieremo di questo mezzo ormai surclassato dai vari social.
      Grazie di cuore
      :)

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  31. ....sono tra quelli arrivati da poco...per l'idea di aprire un blog è nata dalla voglia di dare un senso al tempo passato in cucina, mi spiego (o almeno ci provo): il senso ovviamente ce l'ha a prescindere la blog, ma cucinare due volte al giorno, cercando di inventarsi qualcosa di diverso a volte può diventare noioso o ripetitivo...casa nostra è una casa in cui si cucina, in cui non ci si accontenta delle verdure lesse e del pollo alla piastra...e in effetti l'aver iniziato quest'esperienza ha dato nuovo sprint alla mia voglia di star ai fornelli...Prima passavo tra i blog come ospite silente, ora mi accorgo di quanto faccia piacere un commento: anche se la frase tipo "brava, complimenti" porta a poco, in effetti sarebbe molto meglio uno scambio di idee e di consigli...ma ora che ne sono entrata a far parte mi rendo conto di quanto sia affollato il mondo dei food blogger e in effetti non riesci a stargli dietro. Spesso e volentieri salvo ricette di altri blog,ma poi per la voglia di provare le "mie" non riesco a sperimentarle e in effetti non posso sapere se siano valide o meno...non riesco a leggere con attenzione tutti i post...le giornate dovrebbero essere molto più lunghe...alla fine probabilmente è solo una questione di tempo, se ne avessimo di più tutte avremmo più voglia di spendere due parole su un blog amico...notte cri

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    1. Ben arrivata e grazie x il tuo contributo alla discussione, condivido molte delle tue parole e sorrido pensando che siamo/saremmo tutte spinte dalla passione. Grazie!!!!

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  32. Mi sono persa questo post ma mi prendo un minuto per lasciarti un pensiero. Il mio blog ha da poco compiuto due anni e mi sembra una vita, ma anche un attimo e in due anni il fenomeno mi sembra abbia assunto proporzioni gigantesche. La stessa sensazione che hai tu, la stiamo vivendo tutte in particolare quelle il cui blog ha più di due anni di vita proprio perché la velocità in cui è cambiato il panorama negli ultimi tempi è davvero incredibile. La mia sensazione è che si andrà presto verso un'implosione e che il mondo del foodblogging si piegherà su se stesso. Io ho fatto una scelta precisa per proteggere la mia sanità fisica e mentale perché lo ammetto, c'è stato un periodo in cui mi sentivo in colpa se non passavo a commentare chi aveva avuto la gentilezza di lasciare un messaggio. Il mio blog è un luogo in cui faccio solo quello che mi piace. Sono felicissima quando qualcuno passa a trovarmi e lascia un saluto, ma voglio sentirmi libera di leggere e scegliere di seguire, quando posso, solo quelle pagine che mi fanno star bene, che mi arricchiscono, che mi fanno pensare. In poche parole, come faccio per il cibo, scelgo la qualità invece della quantità. Non seguo mode, non pretendo di lanciare tendenze, vivo il mio blog come vivo la mia vita. Cerco di non essere fatta prigioniera da lui perché è la cosa che un blog riesce a fare meglio quando lo si ama troppo.
    Di conseguenza cerco di farmi una ragione quando i commenti non sono molti, perché probabilmente le mie amiche hanno anche altro da fare nella vita (lo spero per loro), o forse, più semplicemente, perché quello che ho scritto non è così interessante. Probabilmente è la prospettiva in cui si guarda qualcosa o l'importanza che si da a se stessi. Beh, alla fine credo di essere più importante del mio blog.
    Per il resto mi intristiscono certe dinamiche, certe polemiche, certi post gridati, l'io io io reiterato. Spero che chi mi legge lo faccia perché ama farlo e non per cortesia. Mi sono dilungata come sempre ma se fossi in te non mi spaventerei troppo. L'evoluzione delle specie è illuminante quando parla di selezione naturale.
    Ti abbraccio forte cara Babs.
    PAt

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    1. scusami, credevo di averti risposto con il tablet, ma evidentemente l'influenza mi ha fatto anche avere le allucinazioni.....
      grazie mia cara per il tuo contributo e pensiero, mi fa tanto piacere leggerti e sai che i tuoi pensieri spesso coincidono con i miei,
      un abbraccio
      b

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  33. Ciao Barbara, a seguito dei tuoi interrogativi a me è venuta in mente una riflessione che non so se riuscirà ad essere di risposta a tutto ciò che è emerso dalla discussione, dimmelo tu :-) Del dedicarsi ad un blog trovo entusiasmante, per chi a voglia, il tentativo di rappresentare in veste fotografica o letteraria il proprio modo di essere; trovo anche gratificante l'idea che tutto ciò venga scritto possa essere facilmente pubblicato, letto, indipendentemente da quanto possa essere apprezzato o meno. Ecco secondo me ciò che c'è di bello in questo mondo è la sua gratuità: è un'esperienza del tutto gratuita quello che si fa quando si scrive e si decide di apparire ed è altrettanto gratuita l'attenzione che viene rivolta dagli altri a chi neanche si conosce. Secondo me occorre non perdere di vista che solo questa è la potenzialità di un blog: ovvero quella di essere una libera e indipendente volontà di espressione non soggetta a nessuno in particolare se non a chi scrive. Il giorno in cui mi aspettassi qualcosa diverso oltre a questo piacere semplice, e poco spiegabile a chi agisce solo in base a obiettivi precisi, molto probabilmente non riuscirei più a scrivere e fotografare con la stessa spontaneità con cui lo faccio. Il tuo spazio è così bello e accogliente cara 'Babs' ;-) come può perdersi nella confusione?Ti mando un bacio e sappi che ti aspetto sempre ;-) laura

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