E’ stato amore a prima vista. Accompagnata da Paola N. – di Milleventi – solare e gentilissima, ho fatto un tuffo nel passato, fatto di binari, sensazioni, ricordi di bambina e di viaggi sul treno. La Stazione Centrale di Milano, meta di tantissimi spostamenti ora, finalmente, ha un motivo in più per essere frequentata. Si fregia di uno dei più bei Bistrot che ho visto negli ultimi tempi. Ogni singolo dettaglio è curato. Ovunque si posano gli occhi trovano qualcosa di bello da osservare. L’interpretazione di questo locale non poteva essere più “milanese” e autentico di così. Fin dall’ingresso, fatto di comode poltrone e pratici IPad a disposizione degli ospiti – e wifi free – si respira il profumo del cambiamento. Della presa di coscienza che: quello spazio che fu la sala d’aspetto della 3° classe è divenuto una piccola oasi da frequentare anche senza l’obbligo di prendere un treno, ma magari per assaggiare la pasta fresca del giorno. O per comperare il pane. Fatto rigorosamente in loco, con pasta madre e con grande abilità. E il risultato si assapora. E’ talmente sconcertante che persino Dissapore, notoriamente ipercritico anche dove non ci sarebbe la necessità, ha scritto positivamente in merito. E ancora non vi ho detto che il grande passo è stato fatto da Autogrill. Già. I miracoli a volte accadono.
Ma torniamo al Bistrot, in ordine di apparizione incontriamo una vetrina esterna dove giovani e sorridenti fanciulle servono la pasticceria firmata Luca Montersino (state sorridendo vero?) a chi ha troppa fretta per potersi sedere comodamente nella hall. Magari dando uno sguardo agli orari piuttosto che alle notizie con alcuni degli IPad fruibili dal pubblico. Poi dopo le porte scorrevoli si entra in questo spazio grande, molto grande dove a sinistra trovate lo shop e a destra tutto quel che potete desiderare. Volete la pizza appena sfornata? O la focaccia? C’è, fatta con pasta madre, e si vede; volete il pane fresco? I fornai lavorano per questo. E non mancano anche i panini già pronti o fatti in pochi attimi. Volete il dolce? Ovviamente lo trovate e trovate anche l’angolo delle tisane e il caffè fatto con la buona e antica cuccuma napoletana. Non esiste il caffè espresso. Ma esiste il CAFFE’ vero. E poi lo street food con le patatine fatte al momento partendo dalla patata che viene lavorata sotto i vostri occhi, credetemi, è differente, cominciando dal taglio tondo a chips; ma anche pesciolini, riso al salto. Ndr, siamo a Milano, accanto alle patatine si friggono anche i mondeghili!
Vado oltre? Ok, c’è il pastaio. Fa la pasta fresca tutti i giorni con la sua bella trafila, così, se vi viene voglia di una linguina veloce e fresca….. la trovate! E poi c’è una cosa straordinaria: l’acqua del sindaco. Non sto scherzando. Ci sono i bicchieri a disposizione, un catino antico di metallo e un rubinetto con sopra una targa “l’acqua del sindaco”. Hai sete? Puoi servirti! E’ gratuita, è per tutti.
Poi troverete frutta e verdura, tantissima. Credo di non averla mai vista in Stazione, sapete le insalate, i frullati…. ecco, quelli. E poi la birra buona, quella dell’Officina della birra di Milano e una gastronomia che convincerà anche i palati più esigenti.
Entusiasmi, più che giustificato, a parte, ecco qualche informazione dettagliata sul come, quando e perchè questa scelta tanto azzardata quanto necessaria: Autogrill, è entrato in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Autogrill e Slow Food, pensate solo per un secondo al binomio.
Prima di andare oltre, devo dire che io avevo già avuto un assaggio di queste due potenze unite sotto “il vulcano” che ha aperto proprio a dieci minuti in bicicletta da casa mia. Il più bell’autogrill delle autostrade italiane. Un vero vulcano, in zona Expo, rosso fuori e legno e dettagli dentro. Magari un’altra volta ve lo racconto meglio, ma iniziate a ragionare sul fatto che potremmo finalmente sorprenderci durante le nostre soste di viaggio.
Il Bistrot Centrale è un ambiente vivo che si ispira ai mercati coperti dove alta qualità si unisce a concetti di naturalità, stagionalità, cibo locale, rispetto per il ciclo di vita dei prodotti e accessibilità.
I fornitori, gli spazi, l’insieme della ristorazione inteso come offerta e come modalità di servizio e preparazione, il retail, la comunicazione e ogni aspetto del Bistrot coinvolgono il cliente in un’esperienza emozionale unica.
L’obiettivo è di proporre un luogo sostenibile, con particolare attenzione al rispetto dell’ambiente naturale, alla cultura e all’economia del territorio, anche attraverso l’uso di materiali naturali, nella prospettiva di limitare gli sprechi e di favorire pratiche virtuose anche nella clientela.
Nato da un progetto che vede la collaborazione dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, il Bistrot si lega a prodotti enogastronomici locali, pur in un contesto di dinamiche globali e di internazionalizzazione dell’offerta. Valorizza le tradizioni e le risorse territoriali, sviluppando sinergie con i produttori lombardi, recuperando la memoria del patrimonio materiale e immateriale diventando così, nuovamente, casa: casa da viaggio.
Il consumatore ha una precisa percezione della qualità dei servizi offerti: è sempre più informato ed esigente, non subisce passivamente le proposte del mercato, ma ama diventare protagonista dello scambio. Il Bistrot coglie questa nuova realtà, favorendo il confronto e la relazione biunivoca con la clientela.
Nella progettazione di Bistrot è stato previsto in fase di progettazione l’utilizzo di elementi e materiali di recupero, rispettosi di una filiera all’insegna della sostenibilità ed eco-compatibilità.
Tra questi possiamo evidenziare:
– poltrone originali primi Novecento, rivestite con tele ricavate da vecchi sacchi di juta, un tempo utilizzati per trasporto farine, caffè ecc…
– utilizzo di pannelli costituiti da strati di scaglie di legno, ottenute da scarti di lavorazione, incollate tra loro con apposite resine, per rivestimento frontale banco pane e pannelli decorativi
– utilizzo superfici in parquet provenienti dallo smantellamento di antiche abitazioni, con disegni e decori originali, per piani tavolini pasteggio
– utilizzo bancali dismessi come originali elementi d’arredo
– largo impiego di legno cotto, proveniente da piantagioni a rimboschimento controllato, la cui particolarità è quella di non essere sottoposto a nessun processo di mordentatura, grazie al trattamento termico che ne contraddistingue la lavorazione.
La cuccumella napoletana:
Prima della moka, prima dell’espresso, la cuccumella ha fatto la storia del caffè, senza fretta. Non più un infuso libero di polvere nell’acqua e non ancora un’estrazione basata sulla forza della pressione. Nella cuccuma il caffé scende, come nell’espresso, e non sale. E come nell’espresso presenta una schiuma, anche se composta da bolle più grandi. La cuccumella è formata da 4 componenti:
• Il serbatoio dell’acqua: è la parte con la maniglia, ma senza il beccuccio.
• Il contenitore del caffè: è un cilindro cavo, che su un lato presenta il serbatoio dove si mette la polvere di caffè torrefatto.
• Il filtro: è un piccolo disco metallico traforato che trattiene la polvere di caffè.
• Il serbatoio del caffè: è la comoda dimora della nostra bevanda, fatta come il serbatoio dell’acqua, ma con il beccuccio.
Quando la cuccumella è montata, riempita di acqua e caffè, con il filtro ben avvitato e il serbatoio del caffè appoggiato con i due manici ben allineati, si mette sulla fiamma dal lato del fondo del serbatoio dell’acqua.
Quando dal foro del serbatoio fuoriesce una goccia d’acqua, è il segnale che si è raggiunta la giusta temperatura. A questo punto, occorre girare la “cuccuma” e il gioco è fatto:l’acqua scende lentamente nel serbatoio del caffè in un tempo che va da tre a sei minuti.
Per ripercorrere le orme di Eduardo De Filippo e poter sorseggiare il caffè integro dei suoi aromi, “senza pressa” (senza fretta), c’è il “coppitello”: si tratta di un piccolo cono di carta, che come un cappuccio si pone sul beccuccio del serbatoio mentre il caffè scende attraverso il filtro. In questo modo i profumi migliori rimangono tutti concentrati nel prezioso elisir.
Vi ho raccontato le mie impressioni, vi ho segnalato quanto arrivato direttamente dall’ufficio stampa, ma voglio concludere consigliandovi un passaggio al Bistrot Centrale. Sono certa che rimarrete di stucco e mi confermerete le impressioni che ho avuto. Io ora mi concedo un tuffo nel passato e nei ricordi della vecchia stazione che non c’è più, ma che con questo luogo ho riportato alla memoria. Grazie per avermi letto sin qui. Buona giornata!









Simo says
14/05/2013 at 12:31beh, a questo punto una capatina è assolutamente d'obbligo……..
Babs says
14/05/2013 at 14:48tassativo! ciao :)
cbp says
14/05/2013 at 13:14Finalmente! ero sempre così triste nei miei passaggi in Centrale caratterizzati da attese che vanno da un'ora a venti minuti, cercavo cercavo e non trovavo.. Non vedo l'ora di andare e godere!!! e magari finalmente perdere una coincidenza con il sorriso mentre sono comodamente seduta a mangiare sano!!!
Babs says
14/05/2013 at 14:49direi che ora puoi perdere i treni o attendere i ritardi con più serenità!<br />:)<br />ciao<br />
stella says
14/05/2013 at 13:15caspita non vedo l'ora di visitarlo!
Babs says
14/05/2013 at 14:49vai! merita :)
Acquolina says
14/05/2013 at 13:52bello!<br />
Babs says
14/05/2013 at 14:50vero?! ciao Francesca
Per le vie di Milano... says
14/05/2013 at 14:42Ci vado sicuramente!
Babs says
14/05/2013 at 14:51poi mi dirai!
Gio says
14/05/2013 at 15:37dobbiamo fare un giro insieme a Milano<br />…così mi fai conoscere tutti i posti golosi! :P<br />ma perché non scrivi una piccola guida gourmet su Milano?? <br />sarebbe una grade idea, non trovi??<br />baci :***
Babs says
14/05/2013 at 17:38evvai!<br />dai dai dai dai dai dai dai dai dai vieni!!!!!!!!!!!<br />:)<br />b<br />
Alessandro Zaccaro says
14/05/2013 at 16:15caspita bell'articolo e bellissime foto!!!!
Babs says
14/05/2013 at 17:39grazie Alessandro, molto gentile!<br />:)
Agnese says
14/05/2013 at 17:30Ma è meraviglioso. Chi l'ha creato, ideato, realizzato? E' meraviglioso, davvero. Brava, Milano.
Babs says
14/05/2013 at 17:39Bello vero? E' tutto da scoprire.<br />Baci mia cara!
Michele A. Fino says
17/05/2013 at 10:51Buongiorno e grazie del bell'articolo.<br />Avete colto ils enso di un concetto nato a Pollenzo, all'Università di Scienze Gastronomiche, sviluppato e realizzato con il gruppo che si dedica alla Innovazione in Autogrill.<br />SPeriamo sia l'inizio di un percorso.<br />www.UNISG.it
paneamoreceliachia says
14/05/2013 at 20:11La prossima volta che verrò a Mila no, mi ci fermo di sicuro, grazie per la tua recensione. Alice
Babs says
14/05/2013 at 20:34grazie a te, poi fammi sapere se ti piace!<br />ciao :)<br />
nena says
14/05/2013 at 20:22sabato sono andata a slow fish a genova in treno e sono capitata in centrale dopo tantissimo tempo che non ci passavo; tra il saliscendi ho giusto intravisto quell'insegna e mi sono chiesta cosa fosse, con il proposito di tornarci. poi trovo il tuo post :)
Babs says
14/05/2013 at 20:36mia cara Nena, come dire: sei destinata ad andarci?<br />sono curiosa di leggere poi cosa ne pensi.<br />credo ti piacerà!<br />un abbraccio<br />
nena says
15/05/2013 at 15:51ti farò sapere ;)
Roberta | Il senso gusto says
14/05/2013 at 21:38Letto su Dissapore e segnato. Meglio correre a visitare questa specie di miracolo prima che si accorgano di aver pensato ad una cosa così bella… o forse ci stiamo preparando ad Expo? :-)<br />grazie per la recensione<br />Miao!
Babs says
15/05/2013 at 8:05incredibile vero? anche Dissapore ha un lato umano :)<br />Si, credi che Expo finalmente avanzi.
Günther says
15/05/2013 at 0:01in genere sono di corsa quando ci arrivo ma ora aprirò gli occhi
Babs says
15/05/2013 at 8:06e bravo grande G, proprio da te mi piacerebbe avere in feedback.<br />ciao carissimo!
lucyinvacanzadaunavita says
15/05/2013 at 8:02Finalmente si comincia a capire che la stazione è un biglietto da visita, anche per quanto riguarda il cibo! Spero che oltre alle bellissime spiegazioni in italiano su come si fa il caffè con la cuccuma ci siano anche in inglese… <br />E comunque un bel passo avanti di Autogrill. Dalla bufalina alla focaccia con la pasta madre ce n'è di strada! <br />Grazie per la segnalazione, quando
Babs says
15/05/2013 at 8:07grazie a te. hai ragione, le stazioni sono un grande biglietto da visita. ahimè bistrattate. speriamo in bene!<br />qui hanno cominciato alla grande. vedremo dove porteranno questi progetti.<br />baci baci!
eli says
15/05/2013 at 14:41La prossima volta che vado in Centrale faccio una capatina! ;)
Babs says
17/05/2013 at 8:46perfetto, poi dimmi, mi raccomando! ciao Eli :)
Aria says
15/05/2013 at 17:40un bellissimo post, ce ne fossero di più di questi bistrot!vogliamo mangiare bene!!!
Babs says
17/05/2013 at 8:47Aria, carissima, se riesci facci un giretto!<br />baci :)
Barbara G says
16/05/2013 at 23:56Wow.. che bel post e che bel posto.. Lavoro a tre fermate di metro e non conoscevo l'esistenza di questo bistrot.. Male, molto male.. la prossima settimana cercherò di rimediare.. Grazie!!!
Babs says
17/05/2013 at 8:47allora devi assolutamente fermarti, passare e…. comprare il pane! :)
Michele A. Fino says
17/05/2013 at 10:56Siamo molto contenti che l'innovazione che abbiamo potuto portare in Bistrot venga colta da chi ha a cuore la bellezza e la bontà.<br />Avete colto il senso di un concetto nato a Pollenzo, all'Università di Scienze Gastronomiche, sviluppato e realizzato con il gruppo che si dedica alla Innovazione in Autogrill.<br />Speriamo sia l'inizio di un percorso e vi invitiamo a farci sapere
Babs says
17/05/2013 at 12:11grazie! con grande piacere leggo questo ultimo commento e sicuramente tornerò presto al bistrot, quel che ho visto mi è piaciuto molto.<br />a presto!
Michele A. Fino says
17/05/2013 at 16:06Se e quando ti va, vienici a trovare a Pollenzo! Saremmo molto lieti di una tua visita!<br />