Ho bisogno di scaldarmi, in effetti il tempo è cambiato, la temperatura si è abbassata, lo stress sta prendendo comunque il sopravvento, un pò come la nebbia di questi giorni. Oggi c’è il sole però! Strano, ma il sole di questa mattina presto, mi ha fatto fare un’associazione di idee con Gente del Fud.
Credo di essere in ritardissimo, fuori tempo massimo, ormai ne hanno parlato tutti, sapete come funziona, sapete che l’idea di Emidio Mansi – Pasta Garofalo – è davvero unica e di grandissimo valore. Anche io in sordina mi sono occupata di caricare tre schede prodotti e seguo gli avvicendamenti del sito da vicino. Alla creazione di tutto ciò, i blogger invitati a partecipare avevano ricevuto un “kit gdf” che, tra le altre cose, conteneva le “cicerchie” e un buonissimo peperoncino. Cicerchie, queste sconosciute. Almeno per me….. Beh, son buone! Davvero, questo legume ha un gusto particolare, difficile da definire, saporito, accattivante.
In più, da tifosa del grandissimo Pierangelini e memore della sua splendida e copiatissima “passatina di ceci” con gamberi, ho voluto sperimentare l’abbinamento legume/pesce pure io. Copiona…. meno male! Perchè è andata a ruba :)
Spiego: ho messo a bagno tutta una notte le cicerchie, come da manuale. Sciacquate, controllate per eventuali sassolini, ripulite le ho lasciate in stand by in attesa dell’ispirazione giusta.
Ho affettato una cipolla e un bel pezzettino di lardo di Colonnata, insieme li ho messi ad appassire in pentola con poco olio. Ho aggiunto le cicerchie, un rametto di rosmarino e una foglia d’alloro. Mescolato e coperto con brodo vegetale. Ho lasciato cuocere lentamente sino a quando la cicerchia non è diventata morbida. A questo punto, ho frullato tutto con il Minipimer, regolato di sale, pepe e peperoncino e filtrato con un colino a maglie fitte. Essenziale per avere una passatina davvero degna del nome.
A parte avevo dei filetti di nasello, li ho tagliati a cubetti, più o meno uguali, li ho infarinati e dorati in olio ben caldo, salati, pepati e uniti alla passatina. Decorato con qualche ago di rosmarino e….. vi lascio immaginare.
Scalda il cuore. E la pancia! Mi sa che devo ringraziare “gdf” per avermi fatto incontrare la cicerchia!
Ps: un aggiornamento qui sotto la foto. Scendete pls….
Non tutti siete su Facebook, molti di voi stanno leggendo semplicemente in rete le nostre parole e il nostro impegno nell’aiutare Chiara a ricostruire il suo sogno. Ieri c’è stato un aggiornamento reale e concreto da parte di Acquaviva scorre, Annalena. Lei è stata sul campo, da Chiara e, queste sono le sue parole.
“Eccomi a rapporto, dopo due giorni a Genova e soprattutto dopo una ulteriore giornata a resettare i pensieri , per cercare di esprimervi al meglio lo stato d’animo di Chiara e la reale situazione, al di là degli aspetti operativi.
Delle cose pratiche un po’ vi ho già scritto ed un po’ vi stanno tenendo aggiornati Alessandra, Barbara e Mariachiara, quello che però non è emerso è la reazione di Chiara a tutto quello che le sta arrivando da parte nostra. Gli alimenti cominciano ad arrivare e lei ogni volta li fotografa. Perché vuole rendere partecipi noi della sua gioia e del suo sollievo. Mentre ero da lei la linea telefonica del ristorante è stata riallacciata, si è concordato che tra qualche giorno arriveranno gli imbianchini a sistemare i muri macchiati, si è deciso con il marmista che il pavimento verrà sistemato tra qualche mese, quando avrà cessato di trasudare umidità. Insomma… sembrava che pochi per volta i tasselli stessero tornando ad incastrarsi al loro posto, anche quelli che da qui noi non riusciamo a calcolare…
Poi si è cominciato a parlare del menù per la riapertura. Chiara temeva, tra stanchezza personale e condizioni ancora un po’ precarie del locale, di fare brutta figura e non essere all’altezza delle aspettative create dal nostro tamtam.
Ora la riapertura c’è stata, con qualche prevedibile intoppo ma con la comprensione e la solidarietà di tutti i clienti, anche quelli che non sapevano nulla di nulla e sono arrivati lì per caso. La tensione è calata, l’animo è più tranquillo… e la fatica fisica e mentale è emersa in tutta la sua potenza.
Ma rifiuta l’idea di fermarsi anche solo una mezza giornata. Perché non crede ancora che sia vero e teme che a chiudere gli occhi il sogno svanisca. Perché non vuole ammettere che le sue forze sono limitate, che l’emergenza non è affatto finita, che se alza la testa dal suo lavoro quotidiano può vedere gli altri problemi che le stanno davanti.
Per assurdo per lei tutto il nostro aiuto rischia di diventare quasi uno dei problemi che le impediscono di rilassarsi davvero. Dobbiamo provare a gestirlo con lo stesso entusiasmo ma con un filo meno di irruenza. E’ difficilissimo spiegare un risvolto tanto delicato e perdonatemi se non trovo le parole giuste, perché vorrei che nessuno si sentisse offeso, limitato od incompreso nel proprio desiderio di aiutare. Abbiamo al momento un unico modo di aiutarla, un ulteriore impegnativo regalo da farle, forse il più difficile: la tranquillità.
Deve riposare soprattutto di cuore, per questo vi chiedo di comprendere la sua mortificazione nell’aver dovuto accettare aiuti, la sua ansia nel non essere in grado in questo momento di rispondere a ciascuno di noi personalmente come ritiene suo dovere e bisogno di ringraziare. L’orgogliosa, quasi rabbiosa rivendicazione del suo ruolo di non-vittima, con il desiderio di stare anche lei al di qua della barricata a porgere aiuto invece che a riceverlo. Deve riposare di fisico, per questo vi chiedo di rispettare i suoi tempi ed i suoi modi di reazione allo shock, che stanno cominciando solo ora ad emergere. Chi è suo cliente perdoni alcune imperfezioni come i tempi lunghi della cucina o la scarsa coordinazione della sala. Chi è nella ristorazione nella scuola alberghiera o simili e conosce in zona un cuochino in erba che possa darle una mano in cucina per qualche ora la mattina e si possa impegnare gratuitamente, magari a rotazione con un altro, ad essere presente per qualche settimana ce lo segnali.
Chi da lontano vorrebbe fare provi a pensare “in lungo” più che “in largo”, perché il risultato dei nostri sforzi sarebbe bello potesse essere “in profondo”, in modo che Chiara capisca che sentirsi in obbligo è un’assurdità e che ringraziare è superfluo.
Le ho proprio vietato categoricamente di rispondere alle mail prima di due settimane. E mi sono presa il diritto di parlare a nome di tutti: il suo unico obbligo è recuperare forze e serenità, l’unica forma di ringraziamento che siamo disposti ad accettare.
Un ultimo invito: vorrei che questo mio post non suscitasse polemiche per lasciare all’interno di questo gruppo la massima serenità di lavoro e collaborazione. Se qualcuno avesse delle perplessità sul contenuto o ritenesse importante chiarire degli aspetti che gli sono arrivati male, lo faccia per cortesia un po’ in sordina, magari scrivendomi in privato.
Mi piacerebbe inoltre un giorno, di certo non prima della fine dell’anno, mostrare a Chiara tutto questo “dietro le quinte” che l’ha abbracciata ed accompagnata lungo questo tortuoso percorso di ri-nascita senza che lei se ne rendesse pienamente conto. Lei ora fotografa pasta, farina e formaggi ma nemmeno si immagina cosa è servito perché arrivassero da lei. Quando se ne renderà conto sarà uno shock potente, a cui non so nemmeno come reagirà. Chiara ci chiama “raggi di sole”. Vorrei lo rimanessimo sempre, anche nei passaggi complessi di questa nostra collaborazione. Sarebbe bello che lei potesse leggersi tutto con calma e serenità e davvero avvertire quello che è successo fino ad ora in tutto il suo potenziale di affetto e dedizione, in cui anche eventuali fraintendimenti o divergenze d’opinione sono nate da parte di tutti solo e semplicemente per l’assoluta volontà di rendersi utili a lei. Che dite: dopo riso e olio e impastatrici e sedie (e via e via) riusciamo a sintonizzarci al meglio per farle arrivare anche la massima tranquillità possibile?”
Grazie, da parte di tutti noi.
B


Francesca says
24/11/2011 at 8:21La passata è strepitosa, così come la foto…e altrettanto strepitose le notizie che ci dai…grazie!!!!!!!
la gelida anolina says
24/11/2011 at 8:44Queste cicerchie proprio non le conoscevo…una sorpresa dopo l'altra!!! :)
luby says
24/11/2011 at 8:51Non sapevo di questa cosa :(<br /><br />Le cicerchie non le ho provate mai, devo recuperare!
Milen@ says
24/11/2011 at 9:52Ho scoperto due anni fa le cicerchie, dopo averne sentito parlare tanto in famiglia e le ho trovate deliziose :D
manu says
24/11/2011 at 10:02Che bella idea!!! Ho un po' di cicerchie da utilizzare ;-)<br />Buona giornata
Le pellegrine Artusi says
24/11/2011 at 10:15complimenti per la bellissima iniziativa e il sostegno concreto che stai dando a questa ragazza. Le cicerchie le hai trasformate in un piatto chicchissimo proprio come è il tuo modo di cucinare, bacioni
Chiara e Marco says
24/11/2011 at 10:41Complimenti per la passata! Dev'essere gustosissima! Anche a me piacciono molto le cicerchie. E dev'essere bello anche partecipare a gente del Fud.<br />Sono contento che la raccolta per Chiara sia andata bene, anche se purtroppo ora sta accadendo lo stesso anche nella zona di Messina ma mi dicono che non ha la stessa risonanza e non si sta facendo molto.<br /><br />Marco di <a href="http
Acquolina says
24/11/2011 at 11:04buonissimo la passata confortante e saporita! :-)<br />immagino l'impegno per un ristorante e in più con tutti i problemi che ci sono ancora, la stanchezza dev'essere enorme!
pips says
24/11/2011 at 14:25La tranquillità è legittima. Anzi, indispensabile per lavorare, per trovare una nicchia di pace, per cercare di recuperare al meglio tutto quanto è stato distrutto. Per fortuna si stanno facendo passi da gigante in così poco tempo, però non deve essere nulla di precipitoso: altrimenti si metterebbe fretta e basta, aggiungendo tensione in più a quella che già è stata causata. Non posso dire di
@antonellorisp says
24/11/2011 at 14:37Complimenti per la ricetta e soprattutto per aver fatto riscoprire un antico legume (i romani quand'erano presenti in tutto il mondo non si facevano mai mancare scorte di cicercula).
Marina says
24/11/2011 at 15:17Deliziosa la passsatina, un piatto da vera gourmet!<br />Per il resto auguro tutta la serenità possibile a Chiara e ti/vi faccio i complimenti per l'enorme impegno. Un abbraccio
poverimabelliebuoni/insalata mista says
24/11/2011 at 16:00io le ho conosciute anni fa a Ponza le cicerchie, dove è un piatto tipico, sono deliziose e la tua crema è molto invitante, ora che ci penso il barattolo ricevuto nel kit GdF non l'ho ancora sfruttato, devo porre subito rimedio!!!<br />Complimenti a tutti per l'operazione solidarietà e brava Acquaviva, invece hai trovato le parole e il garbo giusti, a volte troppo aiuto e premura
Gio says
24/11/2011 at 22:25ho letto il post a pranzo e mi ha messo ancora più fame la tua passata :)<br />domani finalmente mi arriva il libro dei biscotti!<br /><br />ps auguro tanta tranquillità e serenità a Chiara
Babs says
25/11/2011 at 9:20grazie, buongiorno a tutti, scusate ma in questi giorni sono un pò…. evanescente!<br />buonissima giornata!
Edda says
25/11/2011 at 21:33Foto bellissima, dolce e confortante. <br />Sono molto contenta delle notizie: la solidarietà è sempre una forza. Capisco benissimo la situazione e hai ragione, Chiara ha bisogno di riposo e di forze per ripartire…non c'è bisogno di ringraziare ;-)<br /><br />Baci
Profumo di ZeNzEro says
26/11/2011 at 0:10ciao babs! mi piace mi piace!!! bacino
Babs says
26/11/2011 at 9:13buongiorno mia carissima Edda, grazie, per la comprensione e per la visita. :)<br /><br />ciao splendido! sai che ti pensavo in questi giorni? telepatico :)
Fico e Uva says
27/11/2011 at 18:35Da poco entrati a far parte con orgoglio di Gente del Fud…proveremo questa tua passatina di cicerchie che in giornate fredde come questa sono la carezza che si ha voglia di avere alla sera…<br />Buona settimana, Fico&uva
Katia says
27/12/2011 at 23:14Che meraviglie le passatine con il pesce! Ma le cicerchie?! Ho solo la vaga idea che siano legumi, corro a guardare su google come son fatte :)<br />Buona settimana!
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